Utilizzo dei telefoni
cellulari
Più della metà della popolazione fa uso di
telefoni cellulari. Le previsioni indicano che nell'anno
2005 ci saranno circa un miliardo e seicento milioni di abbonati ai
servizi di telefonia mobile. Di conseguenza sarà necessaria
l'installazione di un numero crescente di stazioni radio base. Le
stazioni radio base (SRB) sono antenne radio a bassa potenza che
comunicano con il telefono dell'utente.
Preoccupazioni per
la salute
Dato l'immenso numero di
utenti di telefonia mobile, eventuali effetti sanitari, anche
minimi, potrebbero avere importanti implicazioni per la salute
pubblica.
Onde elettromagnetiche
Un'onda elettromagnetica è una forma di propagazione dell'energia
nello spazio ed è costituita da due grandezze elettriche (il campo elettrico e il campo
magnetico) che variano periodicamente nel tempo (fig. 1)
Le loro proprietà dipendono fortemente da una grandezza
caratteristica: la frequenza, che rappresenta il numero di
oscillazioni effettuate dall'onda in un secondo.
L'insieme di tutte le frequenze possibili è denominato spettro
elettromagnetico (fig. 2).
I telefonini Gsm operano a frequenze comprese
tra gli 800 e i 1800 MHz. L'UMTS,
il telefonino di nuova generazione, utilizzerà frequenze ancora più
alte di quelle dei Gsm.
È fondamentale non confondere i campi a
radiofrequenza con le radiazioni ionizzanti, quali raggi X e raggi
gamma. A differenza delle radiazioni ionizzanti, i campi a
radiofrequenza non possono causare ionizzazione o radioattività nel
corpo. Per questa ragione, sono indicati come radiazioni non
ionizzanti (NIR).
L'intensità
dell'onda è determinata dall'ampiezza del campo elettrico e di
quello magnetico (misurati rispettivamente in Volt/metro e
Ampere/metro). Invece di indicare separatamente le ampiezza dei due
campi si può utilizzare un'unica grandezza che è la densità di
potenza (misurata in Watt/metro quadrato). E' importante
sottolineare che la densità di potenza diminuisce molto rapidamente
allontanandosi dalla sorgente che la emette. La propagazione
dell'onda EM si attenua infatti con il quadrato della distanza ( ad
esempio sa ad 1 metro di distanza dall'antenna la densità di
potenza di un'onda EM è pari ad 1 W/m2, ià a 2 metri essa diventa
solo di 0,25 W/m2).
Livelli di
esposizione
I telefoni cellulari e le stazioni radio base presentano situazioni
di esposizione molto diverse. L'esposizione ai campi a
radiofrequenza di chi utilizza un telefonino è molto superiore a
quella di chi vive vicino ad una stazione radio base. Comunque, a
parte gli sporadici segnali emessi per mantenere il contatto con le
stazioni radiobase vicine, i dispositivi cellulari trasmettono
energia a radiofrequenza solo durante le chiamate, mentre le
stazioni radiobase trasmettono continuamente segnali.
Dispositivi
portatili:
I telefonini
sono trasmettitori a radiofrequenza di bassa potenza, che emettono
potenze massime contenute tra 0,2 e 0,6 watt. Altri tipi di
trasmettitori portatili, come i "walkie talkie", possono
emettere potenze di 10 watt e oltre. L'intensità di un campo a
radiofrequenza (e quindi l'esposizione di un generico utente)
decresce rapidamente con l'aumentare della distanza dal telefonino.
Di conseguenza, l'esposizione di un utente con il cellulare posto ad
alcune decine di centimetri dalla testa (con l'ausilio di
dispositivi che lascino libere le mani, tipo auricolari o viva voce)
è di gran lunga inferiore a quella di un utente che tenga il
dispositivo appoggiato alla testa. L'auricolare
riduce di 5 volte e anche di più i rischi per la salute. L'esposizione delle persone
vicine è molto bassa.
I
sistemi radiomobili diffusi in Italia sono di due tipi: il sitema
analogico E-TACS ed il sistema digitale GSM.
Nel sistema analogico a ogni cliente radiomobile viene assegnata una
diversa frequenza di canale; il segnale trasmesso è continuo e la
potenza massima in uscita è pari a 0,6watt.
Nel sistema digitale, invece, la stessa frequenza, e quindi lo
stesso canale, vengono condivisi da più clienti contemporaneamente;
diversi utilizzatori occupano, per breve tempo (time slot), la
stessa risorsa radio con modalità di accesso definita TDMA ( Time
Division Multiple Acces).
Nello standard GSM il valore medio di potenza in uscita è
solitamente inferiore a 0,25 watt; le chiamate che occupano la
stessa frequenza sono otto e la potenza massima in uscita è pari a
circa 2 watt.
Il sistema di comunicazione radiomobile utilizzano più volte le
frequenze a disposizione, a condizione che le aree geografiche in
cui le connessioni vengono effettuate, tramite frequenze uguali o
prossime, siano ad una distanza opportuna, in relazione sia alla
conformazione del territorio, sia alla tipologia delle strutture di
rete impiegate.
Stazioni radio
base:
Le stazioni radio
base trasmettono a livelli di potenza che vanno da pochi watt sino a
100 watt e oltre, a seconda dell'ampiezza della regione, o
"cella", che devono coprire con il segnale radio.
Ciascuna zona in cui viene utilizzato un gruppo di frequenze viene
detta cella (da cui il nome dei sistemi cellulari).
Celle contigue hanno frequenze diverse, mentre celle
sufficientemente lontane da non disturbarsi possono riutilizzare le
stesse frequenze.
Se però le frequenze vengono riassegnate a celle troppo vicine fra
loro, esse interferiranno degradando la qualità della
comunicazione. Nel sistema di telefonia radiomobile cellulare
ciascuna stazione radio base (SRB) serve un gruppo di celle e può
permettere a un numero limitato di utenti (oggi intorno ai 100) di
parlare contemporaneamente.
Pertanto, in una determinata zona, le stazioni devono essere
distribuite in numero tanto più elevato quanto maggiore è l'utenza
da servire.
La
scelta dei luoghi ove installare le stazioni radio base deve essere
effettuata quindi in modo da garantire:
-
la
copertura radioelettrica di una determinata area geografica;
-
i
minimi livelli di interferenza reciproca tra la nuova stazione e
quelle preesistenti;
-
la
possibilità di usufruire contemporaneamente del servizio per
una determinata percentuale di utenti in quella zona;
-
un'esposizione
della popolazione a livelli di campo elettromagnetico conformi
alle normative.
Le
antenne sono generalmente larghe 20-30 cm per un metro di lunghezza
e sono montate su edifici o tralicci ad un'altezza dal suolo che
varia dai 15 ai 50 metri. Queste antenne emettono fasci di energia a
radiofrequenza che sono tipicamente molto stretti nella direzione
verticale, ma abbastanza larghi nella direzione orizzontale.
Grazie alla piccola
apertura verticale del fascio, l'intensità al suolo direttamente
sotto l'antenna è assai bassa. L'intensità del campo a
radiofrequenza cresce leggermente quando ci si allontana dalla
stazione radiobase e torna a decrescere a distanze maggiori
dall'antenna.
Generalmente le
antenne installate sui tetti sono protette da recinzioni, sistemate
a distanza di 2-5 metri, che tengono il pubblico lontano dall'area
in cui il campo a radiofrequenza eccede i limiti di esposizione. Dal
momento che le antenne dirigono la loro potenza verso l'esterno, e
non irradiano quantità significative di energia né all'indietro né
verso l'alto e il basso, i livelli di energia all'interno o ai lati
degli edifici sono normalmente molto bassi.
Per
minimizzare la potenza in uscita e quindi ridurre il problema
dell'interferenza, i sistemi radiomobili sono stati progettati con
altre particolari funzionalità:
-
l'attivazione
intelligente che permette di disattivare un canale quando
non viene utilizzato;
-
controllo
di potenza che regola la potenza emessa dal cellulare al
fine di garantire una buona qualità della connessione con il
minimo livello di emissione;
-
trasmissione
discontinua che è una prestazione in grado di riconoscere
le pause di silenzio durante il discorso e quindi evitare di
trasmettere durante queste pause.
Quando un cliente accende il proprio telefonino questo emette dei
segnali per stabilire un contatto con la più vicina stazione radio
base e informa la rete della sua presenza.
Ciò avviene anche quando si spegne il terminale (non quando si
toglie accidentalmente la batteria).
Normalmente il terminale che non ha attiva una chiamata, non
trasmette tranne che brevissimi segnali a intervalli regolari per
confermare la sua presenza.
Nel momento in cui l'utilizzatore del telefonino riceve una chiamata
o decide di inviarla, viene realizzata una connessione a due vie fra
il telefonino e la stazione radio base, e la chiamata viene allocata
in un canale radio libero a cui corrisponde una determinata
frequenza.
Altre fonti di
radiofrequenze negli ambienti di vita:
Le
antenne per altri sistemi di comunicazione diretta, come quelli
impiegati da polizia, pompieri ed altri servizi di emergenza,
operano a livelli di potenza, e spesso anche a frequenze, simili
alle stazioni radio base. In molte aree urbane è comune che le
antenne per la diffusione radiotelevisiva trasmettano a livelli di
radiofrequenza maggiori di quelli delle stazioni radio base.
Effetti sanitari
I campi a radiofrequenza penetrano nei tessuti esposti fino a
profondità che variano a seconda della frequenza; queste profondità
arrivano sino ad un centimetro per le frequenze della telefonia
mobile. L'energia a radiofrequenza è assorbita nel corpo e produce
calore, ma i normali processi di termoregolazione del corpo sono
sufficienti a rimuoverlo. Tutti gli effetti sanitari accertati dei
campi a radiofrequenza sono chiaramente legati al riscaldamento. A
livelli che sono troppo bassi per produrre un qualunque
riscaldamento significativo, l'energia a radiofrequenza può ancora
interagire con i tessuti corporei, ma nessuno studio ha dimostrato
effetti negativi sulla salute per livelli di esposizione che siano
inferiori ai limiti raccomandati dalle linee guida internazionali.
L'energia assorbita dall'uomo a
seguito dell'irraggiamento da campi EM si misura in SAR (Specific
Absorption Rate), che rappresenta la potenza assorbita per unità di
massa ed è espresso in Watt/kg.
Nella tabella che segue vengono
illustrati gli incrementi di temperatura (DT) necessari per indurre
un qualsiasi tipo di alterazione patologica, a livello di specifici
organi e dell'intero corpo.
Effetti assolutamente analoghi
si presentano quando si viene sottoposti a situazioni di stress di
tipo termico come, ad esempio, lavoro in ambienti ad alta
temperatura, stati febbrili ed esposizione al sole, piuttosto che a
irraggiamento da campi elettromagnetici.
| Tabella
1 |
| Cervello |
DT
> 4.5 °C |
danneggiamento
termico dei neuroni |
| Occhio |
DT
> 3 - 5 °C |
opacizzazione
del cristallino (cataratta) |
| Pelle |
DT
> 10 - 20 °C |
danneggiamento
termico |
| Corpo
int. |
DT
> 1 - 2 °C |
vari
effetti fisiologici |
| |
DT
> 0,06 - 0,08 °C |
soglia
di semplice percezione del calore |
In
relazione a ciò, studiosi e ricercatori di tutto il mondo e comitati
scientifici internazionali sono concordi nel ritenere che, per non avere alcun
effetto fisiopatologico, è sufficiente che l'innalzamento di temperatura non
superi il livello di soglia di 1°C in alcuna parte del corpo umano.
I livelli di SAR corrispondenti a questo incremento termico, vengono, quindi,
presi come riferimento per la stesura della regolamentazione dei livelli di
emissioni a radiofrequenza, previa introduzione di ulteriori margini di
sicurezza.
Linee guida per i
campi elettromagnetici
Le linee guida internazionali sviluppate dalla Commissione
Internazionale per la Protezione dalle Radiazioni Non Ionizzanti
(ICNIRP) si basano su un'accurata analisi di tutta la letteratura
scientifica pertinente (effetti termici e non termici) ed offrono,
con ampi margini di sicurezza, protezione contro tutti i rischi
accertati dell'energia a radiofrequenza. Sia le misure, sia i
calcoli mostrano che i livelli dei segnali emessi dalle stazioni
radio base nelle aree accessibili al pubblico sono molto al di sotto
delle linee guida internazionali; in genere, essi sono inferiori di
un fattore 100 o più ai limiti raccomandati. I livelli di
esposizione dell'utente dovuti al telefono cellulare sono
considerevolmente superiori, ma rimangono pur sempre al di sotto dei
limiti fissati dalle linee guida internazionali.
Nella tabella sottostante, vengono illustrati i valori imposti dalle
normative vigenti in molti paesi europei nel range di frequenze 40
Mhz - 6 Ghz.
| Soggetti
esposti consapevolmente |
Soggetti
esposti non consapevolmente |
| Media
sull'intero corpo |
0,4
W/kg (SAR) |
Media
sull'intero corpo |
0,08
W/kg (SAR) |
| Valore
di picco |
10
W/kg (SAR) |
Valore
di picco |
2
W/kg (SAR) |
| Media
temporale |
6
minuti |
Media
temporale |
6
min. |
| Massa
su cui mediare |
10
g. |
Massa
su cui mediare |
10
g. |
| Forma
del volume |
cubica |
Forma
del volume |
cubica |
Radiazioni emesse dai cellulari
Quanto vi danneggia il vostro telefonino? L'autorità di
controllo degli Stati Uniti, ha deciso che le onde elettromagnetiche
emesse da un cellulare non devono superare i 1,6 watts per chilo di
peso corporeo.
Pur rimanendo sotto la soglia, la varie marche differiscono molto.
Controllate il telefono da voi posseduto nelle liste che seguono. La
prima lista elenca i 10 modelli migliori, la seconda i 10 peggiori.
Se il modello che avete non appare nella lista, qui
troverete l'elenco di tutti i modelli in commercio negli Stati Uniti
con la rispettiva emissione in watts per kg corporeo.
|
I 10 cellulari meno
pericolosi
|
I 10 cellulari più
pericolosi
|
|
Motorola
StarTAC 7860
|
0,24
|
Ericsson
T28 World
|
1,49
|
|
Qualcomm
PdQ-1550
|
0,26
|
Nokia
Digital 5160
|
1,45
|
|
Mitsubishi
Triun Galaxy G-130
|
0,35
|
Nokia
5170
|
1,45
|
|
Motorola
TalkAbout 2297
|
0,35
|
Denso
TP 2200
|
1,44
|
|
Motorola
ST7797
|
0,39
|
Qualcomm
QCP-1960
|
1,41
|
|
Motorola
StarTAC 7797i
|
0,42
|
Sanyo
SCP-4600
|
1,40
|
|
Motorola
I1000blus
|
0,43
|
Sony
CMB1200 2200 3200
|
1,39
|
|
Motorola
G520
|
0,46
|
Nokia
8860
|
1,39
|
|
Motorola
M3682
|
0,46
|
Motorola
StarTAC 7867
|
1,38
|
|
Ericsson
KF-688 e DF-688
|
0,48
|
Motorola
ST7767D
|
1,38
|
Evidenze sugli effetti possibili
- Cancro: l'evidenza
scientifica attuale indica che l'esposizione a campi a
radiofrequenza quali quelli emessi dai telefoni cellulari e
dalle stazioni radio base non inducono o favoriscono,
verosimilmente, il cancro. Diversi studi su animali esposti a
campi a radiofrequenza simili a quelli emessi dai telefoni
cellulari non hanno trovato nessuna evidenza di induzione o
promozione di tumori cerebrali. Nel 1997 uno studio ha indicato
che i campi a radiofrequenza accrescevano il tasso di sviluppo
di linfomi in ratti geneticamente modificati, ma le implicazioni
sanitarie di questo studio non sono ancora chiare. Dalle ultime
ricerche:
1/2001: Usa. I telefonini non provocano il
cancro.
Lo studio è stato condotto da una equipe dell'Istituto
Nazionale sui tumori degli Stati Uniti. La ricerca è stata
realizzata su un campione di 782 persone degenti in 4 ospedali
americani. I risultati sono stati pubblicati sul New England Journal
of medicine. La conclusione dello studio evidenzia che non c' è
stato un aumento di alcun tumore indotto dai telefonini. Per quanto
riguarda gli effetti a lungo termine bisognerà aspettare i prossimi
anni dato che i telefonini sono diffusi da poco tempo.
2/2001:
Danimarca. I telefonini non causano il cancro.
Lo studio è della Danish
Cancer Society di Copenhagen, guidato da Christoffer Johansen. Sono
stati studiati più di 400.000 proprietari di cellulari per un lungo
periodo che va dai 3 ai 15 anni. I risultati sono stati pubblicati
oggi sul "Journal of the National Cancer Institute". La
conclusione è che i portatili non aumentano il rischio di tumore
cerebrale né di cancro in generale anche per un uso
dell'apparecchio per diversi anni. Le certezze su gli effetti a lung
termine si avranno però solo con studi a lungo termine su un
maggior numero di soggetti.
1/2001: Germania: i telefonini aumentano il rischio di sviluppare un
tumore oculare
I ricercatori dell'Università di Essen hanno studiato una forma speciale di
tumore oculare, l' uveal melanoma, nel quale la forma tumorale intacca
l'iride e la base della retina. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista
Epidemiology. Il Dr. Andreas Stang ha studiato 118
soggetti affetti da questo tipo di tumore, indagando sul tipo di uso del
cellulare. Questi dati sono stati confrontati con un altro gruppo di persone
non ammalate ed è stato osservato che i soggetti affetti da tumore usano
proporzionalmente di più l'apparecchio cellulare con un rischio di tre
volte superiore di ammalarsi. Non è ancora nota la
causa del cancro ma si pensa che la porzione acquosa del bulbo oculare possa
contribuire all'assorbimento delle radiazioni. Un'altra ricerca ha mostrato
che le cellule "melanociti" nell'uvea cominciano a crescere e a
dividersi più rapidamente se esposte a microonde. Siccome il tumore
chiamato melanoma uveale comincia proprio da queste cellule si ritiene che
le radiazioni dei telefoni mobili possono aiutare ad avviare il meccanismo
soprattutto nelle persone con una predisposizione genetica.
12/2000. USA: nessun aumento di tumori dall'uso dei telefonini
Da uno studio epidemiologico americano pubblicato su Jama non ci sarebbe
nessuna associazione tra l'uso del telefono portatile e il rischio di
carcinoma cerebrale. Gli specialisti dell'American Health Foundation a
Valhalla (New York) hanno confrontato 469 casi di carcinomi cerebrali a 422
controlli.
La percentuale di utilizzatori di portatili era simile nei due gruppi. Anzi,
la percentuale era leggermente minore tra i pazienti colpiti da neoplasia:
14,1% contro 18%. Le persone studiate utilizzavano il telefono da meno di 3
anni e quindi l'effetto sull'induzione di neoplasie a crescita lenta non può
essere escluso.
- Altri rischi sanitari: alcuni
scienziati hanno riportato altri effetti legati all'impiego dei
telefoni mobili, tra cui cambiamenti nell'attività cerebrale,
nei tempi di reazione e nell'andamento del sonno. Questi effetti
sono minimi e non sembrano avere alcun impatto sanitario
significativo. Sono in corso studi per confermare questi
risultati.
- Guida automobilistica:
la ricerca ha chiaramente dimostrato un aumento del rischio di
incidenti stradali in connessione all'utilizzo di telefoni
cellulari durante la guida (siano essi tenuti in mano o usati
con dispositivi "a viva voce").
- Interferenza elettromagnetica:
quando i telefoni cellulari sono utilizzati in prossimità di
dispositivi medicali (tra cui pacemaker, defibrillatori
impiantabili e certi apparecchi acustici) è possibile che si
provochino interferenze. Sono potenzialmente possibili anche
interferenze tra telefoni cellulari e dispositivi elettronici
degli aerei.
Conclusioni e
raccomandazioni
Nessuna delle recenti revisioni della letteratura ha concluso che
l'esposizione ai campi a radiofrequenza prodotti dai telefoni
cellulari o dalle stazioni radio base provochi alcun effetto
negativo sulla salute. Sono comunque state identificate alcune
lacune nelle conoscenze, che richiedono ulteriori ricerche per
giungere a una migliore valutazione dei rischi. Occorreranno 3-4
anni perché le necessarie ricerche siano completate e valutate, e
perché vengano pubblicati i risultati finali per tutti i rischi
sanitari.
Nel frattempo l'OMS raccomanda:
- Rispetto dei limiti per le
stazioni radio base:
I limiti di esposizione a campi
elettromagnetici prodotti dalle stazioni radio base indicati da
CENELEC e ICNIRP sono:
| Frequenza
in Mhz |
900 |
1800 |
| Campo
elettrico |
41,2
V/m |
58,3
V/m |
| Campo
magnetico |
0,10
A/m |
0,15
A/m |
| Densità
di potenza |
4,5
W/m2 |
9
W/m2 |
In Italia è stato recentemente emanato un Decreto Interministeriale, entrato
in vigore il 2 gennaio 1999, che fissa limiti molto più restrittivi che
risultano 45 volte più severi rispetto a quelli indicati da ICNIRP e CENELEC:
| ENTE |
Limiti in
densità di potenza (W/ mq)
|
| |
900 Mhz
|
1800 Mhz
|
| ICNIRP
(Svizzera, Austria, Francia) |
4,5 |
9 |
| CENELEC |
4,5 |
9 |
| DIN
VDE (Germania) |
4,5 |
9 |
| ANSI
(USA) |
6 |
12 |
| NRPB
(Gran Bretagna) |
33 |
100 |
| ITALIA
Limite generale |
1 |
1 |
| Luoghi
con permanenza > 4 ore |
0,1 |
0,1 |
-
Singoli
individui:
Il
Cnr e l’Ispel hanno stilato un semplice vademecum per chi
utilizza i telefoni cellulari; cinque semplici precauzioni.
1) Usare
l’auricolare e tenere il telefonino distante dal corpo (ad
esempio appoggiato sul tavolo).
2) E’
preferibile che il telefonino abbia una fodera schermata (in
vendita ci sono anche fodere realizzate con un tessuto certificato
dal Cnr) e che anche il filo dell’auricolare sia schermato.
3) Se non è
possibile osservare le regole 1) e 2), tenere il telefonino ad una
distanza di almeno 5 cm.
4) e’
preferibile attivare una chiamata quando c’è un forte segnale
di campo, cioè, quando la stazione radio base è vicina, in
quanto questa condizione minimizza l’irradazione.
5) Limitare
le conversazioni, più tempo si passa al telefonino più il
rischio aumenta.
- Rispetto delle prescrizioni
locali per l'utilizzo dei telefoni cellulari al fine di evitare
interferenze elettromagnetiche:
I telefoni cellulari possono interferire con certi dispositivi
elettromedicali, come ad esempio pacemaker e apparecchi acustici.
Nei reparti di terapia intensiva degli ospedali l'impiego del
cellulare può creare pericoli per i pazienti e non dovrebbe
essere consentito. Analogamente, i cellulari non dovrebbero essere
utilizzati a bordo degli aerei in quanto potrebbero interferire
con gli strumenti di navigazione.
- Sicurezza alla guida:
Vi sono chiare indicazioni di aumento dei rischi di incidente se
si utilizza il telefonino mentre si guida, sia esso di tipo
convenzionale o dotato di un dispositivo che lasci libere le mani.
Gli automobilisti dovrebbero essere fortemente scoraggiati
dall'utilizzare il telefonino durante la guida.
- Semplici misure protettive:
Recinzioni o barriere attorno ai siti delle antenne (soprattutto
quelle montate sui tetti degli edifici) possono aiutare a
precludere l'accesso non autorizzato ad aree dove potrebbero
essere superati i limiti di esposizione.
- Assorbitori di radiofrequenze:
L'evidenza scientifica non indica alcun bisogno di involucri o
altri "dispositivi assorbenti" da applicare al telefono
cellulare. Il loro impiego non ha giustificazioni di carattere
sanitario e l'efficacia di molti di questi dispositivi non è
comprovata.
- Consultazioni con il pubblico
nella localizzazione di stazioni radio base:
I
siti delle stazioni radio base devono offrire una buona copertura
ed essere accessibili per la manutenzione. Anche se i livelli di
campo a radiofrequenza attorno alle stazioni radio base non sono
considerati rischiosi per la salute, le decisioni sulla
localizzazione di queste ultime dovrebbero tenere in
considerazione fattori estetici e sensibilità del pubblico. Per
esempio, la collocazione di stazioni radio base vicino ad asili
nido, scuole e aree ricreative potrebbe richiedere considerazioni
particolari. La comunicazione e il dialogo aperto tra i gestori
della telefonia mobile, le autorità locali e la popolazione nelle
varie fasi del progetto di installazione di una nuova antenna può
aiutare la comprensione del pubblico e contribuire ad una maggiore
accettabilità di un nuovo impianto.
Informazione:
Un efficace sistema di informazione e comunicazione sui temi
sanitari tra scienziati, governi, industria e pubblico è
necessario al fine di aumentare il livello di conoscenza generale
della tecnologia dei telefoni mobili e di ridurre sfiducie e
paure, siano queste ultime reali o percepite. L'informazione
dovrebbe essere accurata ed adeguata ai diversi livelli di
discussione e di comprensione del pubblico coinvolto.
Per i ripetitori dei telefonini (che aumenteranno in maniera
vertiginosa nei prossimi anni) si profilano due soluzioni: o
concentrare le antenne di tutti i gestori in un solo punto o, cosa
più probabile, installare microcelle in ogni quartiere. I limiti
in questo caso sarebbero sempre rispettati, ma forse crescerebbe
la paura delle gente.
Disegno
legge n.4273
|